Le domeniche all’ingrasso.

Cupcakes

Non so se sia una prerogativa del Sud o se sia solo una prerogativa di mia mamma, fatto sta che ogni domenica inizia a cucinare come se dovesse sfamare un reggimento di soldati che devono acquistare energie prima di andare in guerra.
Il suo impegno e la sua dedizione sono epocali oserei dire. Inizia a metà mattinata con pentole, pentoline, olio per la frittura, melenzane, carne e quant’altro. La cucina è invasa da odori, rotoloni scottex e un gran calore.
Come una leonessa difende il suo territorio dagli attacchi del resto della famiglia che, ingenuamente, vorrebbe già assaggiare qualcosa prima di pranzo. Non c’è verso.
E poi inizia lo sfrigolio nell’olio bollente, i crocchè dorati e caldi, la pasta all’uovo e la solita domanda “Ce la facciamo o è troppo poco?”
Avete presente la sensazione che dovremmo provare tutti prima di alzarci da tavola, ovvero quel leggero senso di appetito? Ecco, questa sconosciuta è bandita di domenica. Fortuna che si fa viva il resto della settimana, se no bona Ugo, come dicono a Firenze.
E poi non lo mangi il dolcino? Il dolce ha sempre uno stomaco a parte. Io amo tutti i dolci. Loro non ti fanno domande, loro capiscono. E così finisco per assaggiare un po’ di tutto fino a rotolare fuori dalla cucina.
Ecco, scrivere tutto quello che mangio mi fa bene, così dopo provo un senso di vergogna che dovrebbe aiutarmi, ma tanto so che si dissolverà nei lunghi giorni che mi separano dalla prossima domenica.
E per concludere vi lascio con una canzone che ho trovato perfetta per queste domeniche pigre e per fare ordine nei pensieri. Su di me ha un effetto quasi psichedelico. Si chiama “Bloom- The Paper Kites”. Io lo scrivo, magari piace anche a voi.
E dalla casa dell’ingrasso vi auguro buona domenica.

2 commenti

Archiviato in Cibo, Uncategorized, Vita

2 risposte a “Le domeniche all’ingrasso.

  1. Curioso.
    Ho scoperto ieri per puro caso The Paper Kites, e oggi sono arrivata a Bloom. Bellissime coincidenze.

    Da me non c’è nessuna tradizione domenicale, o almeno non più, i miei giorni all’ingrasso sono un po’ a caso. Ma ci stanno, eccome se ci stanno, e van goduti fino all’ultimo!

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