Viva l’Italia.

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Ieri ho visto un film divertentemente triste, o tristemente divertente, anche se credo che nessuna delle due espressioni esista. Si chiama “Viva l’Italia” ed è un quadro estremamente attuale del nostro Paese. Ecco perché per certi versi è triste. Il lato divertente erano gli episodi con cui il tutto era farcito.
Il quadro descritto si presentava così: politici corrotti, soubrette disposte a tutto per la carriera, raccomandati a non finire, giovani validi costretti ad espatriare, tagli al personale, tagli alle aziende, chiusura di reparti dell’ospedale, privilegi dei privati rispetto ai pubblici.
Insomma, una mezza tragedia. Ma, purtroppo, fin troppo vero. Non mi addentro in discorsi politici, ma in questi anni il tornaconto personale è stato più forte di qualsiasi motto o slogan atto a convincere il popolo votante. E mi fa davvero rabbia pensare ai giovani, quelli in gamba, quelli che meritano e sono costretti ad andare all’estero più per necessità che per volontà. Non fraintendetemi, io studio lingue e amo viaggiare, scoprire, vedere, ma dovrebbe sempre essere una tra le scelte e non l’unica scelta che ci resta.
E vogliamo parlare dei raccomandati? Non si può fare tutta un’erba un fascio, ovviamente, ma se proprio deve esistere questo schifo che almeno raccomandassero persone competenti. Invece no. Ti trovi sorpassato ai concorsi pubblici da persone dai dubbi meriti. Attenzione, ora non dobbiamo pensare che ogni sconfitta personale dipenda da un’ingiustizia. Ci sono tantissime persone preparate che meritano quel posto, e magari quello non era il momento giusto per noi.
E pensare che è così bello il nostro Paese. Nonostante momenti di profonda sfiducia io confido ancora nella parte pulita dell’Italia, nel respiro nuovo di vita giovane e non contaminata. Io ci credo ancora a quelli pieni di passione per ciò che fanno. Ci auguro che l’Italia diventi un Paese meritocratico.

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2 commenti

Archiviato in Italia, Uncategorized, Vita

2 risposte a “Viva l’Italia.

  1. Stesse cose che pensai anch’io vedendo il film al cinema. Leggermente spietato ma purtroppo veritiero, ecco cos’è.

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