Caro Shakespeare, ti volevo dire…

Premetto dicendo che questo è il primo post che scrivo con gli occhiali. Magari non ve ne frega niente, e come darvi torto, ma questi occhiali da riposo mi fanno sentire intellettuale e quasi seria. Detto questo inizio con le mie considerazioni su “La bisbetica domata” di William Shakespeare.
Caro Shakespeare,
il tuo modo di scrivere è davvero, ma davvero eccelso. Insomma le tue metafore, le immagini suggestive che sai ricreare e tutto il resto…un vero maestro. Però non sei realistico. Un uomo non può struggersi, non può perire per una donna che ha visto di sfuggita mentre era nascosto dietro un albero. Davvero, questo non puoi chiamarlo amore. E per giunta pure amore struggente e passionale.
Mi dispiace caro, non te lo vorrei dire in quanto ti stimo, ma in questo caso hai toppato. Mi dirai “Ma chi sei tu per dirmelo?” E in tutta onestà hai ragione da vendere. Io sono solo Angela. Però in quanto tua lettrice che, tra l’altro, dovrà discutere di te e delle tue opere al suo esame te lo dovevo dire.
Poco sviluppo. Perdi più tempo a far travestire i personaggi che a farli innamorare. Troppe parole e pochi fatti.
Così non sei credibile.
Io lo dico per te, eh, hai una certa reputazione. Insomma.

Shakespeare2

26 commenti

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26 risposte a “Caro Shakespeare, ti volevo dire…

  1. Già il titolo mette in difficoltà, immagina di dover sviluppare una pièce su un titolo del genere!🙂 Lo so, lo so: il titolo magari l’ha scelto alla fine, e soprattutto nessuno l’ha obbligato…😉

    • No, ma l’opera in sè è anche piacevole e divertente, io parlo esclusivamente del concetto dell’amore espresso.🙂

      • Per quel poco che avrai potuto capire, io ho un concetto molto pret-à-porter dell’amore, quindi fosse stato per me il tutto sarebbe durato 2 settimane, magari con qualche scenata folkloristica, e poi altro giro, altra corsa…🙂

      • Ahah ma il prêt-à-porter si riferisce all’amore nella vita reale o a quello nella letteratura?

      • Ma nella vita reale, chiaramente (io non faccio testo in questi anni, eh!)!!!🙂

      • Ahah vedo vedo…In poche parole riguarda solo la vita reale degli altri!

      • No, a fasi alterne può riguardare anche la mia… Per esempio non ora, magari mai più, ma chi lo sa! Però se qualcuno mi dovesse chiedere un consiglio, indico senza dubbio la via della leggerezza.🙂
        Comunque sono convinto che meglio soli, o accompagnati per poco, che convintamente male accompagnati!🙂

      • Per fortuna c’è la terza opzione, ovvero quella di essere accompagnati, e pure bene.

      • Assolutamente!🙂 Però risulta evidente, credo sia capitato di osservare anche a te, come troppo spesso delle coppie sopravvivano quasi come se si tengano incollate insieme a forza!
        Con questo non giudico, non è nel mio interesse e auguro il bene a tutti, ma appunto perché auguro del bene a tutti non posso fare a meno di vedere queste disarmonie! Ne ho visti di amici bruciarsi per un’insana incapacità di analizzare ciò che stavano per affrontare, poi te lo confessano dopo anni con quell’espressione della serie:”Ma era tutto così chiaro? Come ho fatto a non accorgermene!!!”
        Difficile capire cosa stai vivendo quando accade, ma proprio per questo la soglia di attenzione dovrebbe essere subito elevata: non è cinismo, giusto un minimo di autoconservazione!🙂

  2. Eh già. Amore dei tempi precedenti il web.
    Oddio. Ora ci son persone che perdono la testa per qualche mail. Senza nemmeno aver sbirciato da dietro l’albero🙂

  3. Qualche purista potrebbe trovare il concetto raccapricciante.
    Ma quanti puristi sono rimasti?
    Povero William però… Usava i mezzi che aveva a disposizione. E forse nemmeno tutti suoi.

    • Per certi aspetti sono d’accordo con te, povero William. Comunque questa mia idea relativa all’amore descritto riguarda questa commedia, già un discorso a parte sono i sonetti. Forse perché è più facile decontestualizzarli e dargli un nome e un volto a noi più vicini. Tu come la vedi?:)

      • La penso come te.
        C’è da dire che anche il più grande scrittore di tutti i tempi, non ha scritto tutte meraviglie e che spesso ha prodotto per il puro censo.
        Per questo rimango affascinata, come te, dai puri colpi di genio in trame a volte povere. Solo un grande può permettersi di farlo.

  4. Diciamo che non ho una passione per Shakespeare, ma se collochiamo l’opera nell’epoca che è stata scritta…Non andavano più in là del loro naso gli uomini: amori da interesse, donne giovani…e a lui mi sà che le donne poco lo garbavano, o almeno poco le considerava. Và facciamogliela un pò passare altrimenti in tutti questi secoli stò racconto a che sarebbe servito?

  5. un uomo che si strugge, obbiettivamente, non si può sentire. Ma saranno stati altri tempi, altri uomini

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