Pensieri in tuta e scarpette.

Running

Sono da poco tornata da una corsa favolosa. E non perché io sia particolarmente atletica e i miei muscoli mi stiano ringraziando, ma solo perché ho potuto pensare molto senza avere troppa gente che mi parlasse di continuo. E per di più senza cellulare, che liberazione. Solo il mio fedele mp3 con le maltrattate cuffiette vive per miracolo.
Le 19:30. Inizio a correre, piano, per prendere il ritmo. Qualche anno fa avrei fatto tutto automaticamente. Ho fatto atletica ed era un piacere, i miei muscoli non protestavano, la milza non mi faceva male, non facevo fatica. Poi, come ogni cosa, si perde l’abitudine. Da piccola ho provato tutti gli sport femminili sentendomi una fallita. Ero negata in danza,ma proprio tutti gli stili, poi in ginnastica artistica, poi in quella ritmica. Semplicemente non avevo trovato la mia strada. Poi ho provato la pallavolo. Sì, era lei, e io non mi sentivo più goffa e inutile.
Ancora un altro pensiero: non è giusto sentirsi inadeguati in un ambiente solo perché gli altri si sentono perfettamente a loro agio. Vuol dire che, molto più semplicemente, non era il nostro ambiente.
Continuando a correre, mentre faceva buio e il vento era fresco e dolce, ho pensato a quella che un tempo era la mia migliore amica. Non ci sentiamo da mesi, qualcuno le chiama “strade diverse”, io le chiamo incomprensioni e mancanza di volontà per chiarirle. Oggi avevo il presentimento che stesse soffrendo molto. Le ho scritto. Ha iniziato a dirmi che ero l’unica che le stava tendendo una mano, che era sola, che il suo ex aveva rovinato tutto.
Quanta sofferenza dietro muri d’orgoglio. E poi qualcuno ci viene a salvare. C’è sempre qualcuno.
Ormai sentivo le gambe farmi male. Un ultimo giro per eliminare ogni pensiero. Un ultimo giro per mettere tutto a posto. Poi a casa.

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4 commenti

Archiviato in Riflessioni, Storie, Vita

4 risposte a “Pensieri in tuta e scarpette.

  1. Cam

    Spesso le persone si rintanano nel silenzio. C’è poi chi ha la fortuna di avere qualcuno al suo fianco che sa interpretarlo e ha la forza di accenderci dentro una torcia.

  2. Anche io sono una da volley…
    Quanti ricordi…

  3. “ho potuto pensare molto […] E per di più senza cellulare, che liberazione. Solo il mio fedele mp3 con le maltrattate cuffiette vive per miracolo” quanta verità e vicinanza in queste parole per ogni corsa e tutto quello che ne consegue 🙂 ciao!

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