Incontri, incontri, incontri.

coffee

Oggi niente corsi e, di conseguenza, niente corse. Nonostante ciò non ho dormito fino a tardi perché avevo un appuntamento in mattinata. Anzi, mi correggo, avevo l’appuntamento.
Chiacchierata con l’insegnante del liceo di cui ho già parlato in un post precedente. La mia ispirazione. Mi chiede di aspettarla fuori scuola in modo da poter approfittare della sua ora di spacco. Mentre la aspetto sento l’aria impregata di ricordi liceali. Le mie compagne di classe, i ragazzi carini che piacevano a turno un po’ a tutte, l’odore di pioggia che si respirava sui muretti di pietra in autunno. La fermata dell’autobus che serviva da riparo in caso di cattivo tempo. Ho chiuso gli occhi per un attimo e ho inspirato tutta quell’aria familiare. Aria di presente che sa ancora di passato.
Sorridevo ancora ai miei ricordi quando ho finalmente visto la prof.
Un metro e cinquanta, o poco più, di donna. Capelli corti castani, occhi vispi e incredibilmente acuti, un cappottino a fantasie scozzesi. Un sorriso dolce e premuroso. Ho iniziato a blaterare davanti ad un caffè mentre sputavo via le mie delusioni, i miei sogni, il mio presente, le mie abitudini. La mia vita, le mie persone.
Mi ascoltava attenta mentre sorseggiava il suo cappuccino. E poi ha iniziato a parlare lei: le sue passioni, la scuola, i viaggi, i consigli. Controllava l’orologio e mi chiedeva scusa se aveva poco tempo. Ed ero così felice insieme a lei. In pace con il mondo, senza sentire il peso di nulla.
Mi ha abbracciata nel cortile della scuola, mi ha augurato buona fortuna. Mi ha guardata come si guarda una promessa, un traguardo, un risultato, una cosa bella. E io ho pensato che lei nemmeno immagina l’influenza che ha avuto su di me.
Mi allontano dalla scuole e incrocio la mia ex insegnante di matematica. Colei che incuteva terrore e tremore a tutti noi. La più severa. L’ansia. Mi abbraccia anche lei, mi accarezza la guancia ed esordisce con un “Ti trovo benissimo”. Sono sconvolta. Mi invita a prendere un caffè insieme quando avrà un’ora di spacco.
Come cambiano le cose fuori dalla scuola, fuori dagli schemi, dalle relazioni imposte. Siamo tutti bellissimi esseri umani.
Questi incontri mi strappano più di un sorriso. Cammino leggera e fiduciosa verso casa, quando incontro un’altra persona: il mio ex ragazzo. Mi sorprende alle spalle e mi saluta affettuoso. Si toglie i rayban e si ferma a chiacchierare. Una conversazione piacevole, inaspettata e…strana. Non ho provato imbarazzo, ma era strano non potersi trattare da fidanzati, ma nemmeno da amici. Però nemmeno da conoscenti. Ci siamo trattati come due persone importanti che hanno condiviso tre anni della propria vita insieme. Ci siamo salutati. Ho continuato a camminare, ma lui era ritornato indietro per abbracciarmi. Un abbraccio lungo che voleva essere solo un abbraccio. Credo sia stato il suo modo per augurarmi buona vita. Lui che non è mai stato bravo con le parole. E così sono tornata a casa, con due abbracci addosso, una carezza e un caffè.
Non si torna mai, mai a casa esattamente come siamo usciti.

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14 commenti

Archiviato in A spasso nella mia vita, Riflessioni, Vita

14 risposte a “Incontri, incontri, incontri.

  1. Che bello…che bel ritratto! Mi immaginavo la scena di un film, con i colori caldi un po’ vintage…

    • Davvero ti ha fatto questo effetto? 🙂

      • Sì…non ci far caso, c’ho una mente che va per conto suo e procede per immagini, difatti, se mi chiedi le indicazioni per andare in un posto, pure se lo conosco, non ti so dire “100 mt a destra, diritto fino alla rotonda ecc” ma mi viene in mente “procedi sino al pub con gli ombrelloni della tennent’s, poi giri dove c’è il pino un po’ ‘abbaoccato'” ecc 😀

        vabè, sto divagando.

        Comunque, sì, m’immaginavo una scena da film, con quel velo di felice malinconia

      • Ahah riguardo alle indicazioni ti capisco perfettamente! Forse per questo non ho nemmeno il senso dell’orientamento. Comunque mi piace l’idea di averti potuto regalare questa immagine. Un po’ l’ho vissuta anche io così.

  2. Questoè il bello della vita: mai essere uguali, statici, sarebbe il disastro. La vita è un turbine da cui si può prendere molto. E a cui si può dare molto. Ecco perchè io la amo tanto.

  3. Uno spaccato di vita quotidiana abbastanza poetico. Brava.

  4. Una giornata di Amarcord (mi ricordo), piacevole e stimolante.
    I miei prof del liceo? Li ricordo tutti con più o meno piacere ma ammetto che mi hanno dato tanto. Le ex? Possono far piacere oppure no.

  5. In vita mia ho vissuto anche io un paio di giornate così… Bello.
    “I giorni indimenticabili della vita di un uomo sono cinque o sei in tutto. Gli altri fanno volume.” E. Flaiano.

  6. Qualche tempo fa sono passato davanti alla mia vecchia scuola dopo tot anni dalla maturità e ho incrociato il mio prof. di fisica (temutissimo soprattutto perchè mi ci applicavo il minimo indispensabile). Vedendo che mi dirigevo verso l’ingresso mi fa “Allora alla fine ce l’abbiamo fatta a bocciarti. Vedi che avevo ragione io”, però mentre lo diceva rideva e mi ha dato il cinque (!!!) aggiungendo “Però mi facevi troppo divertire quando cercavi di arrampicarti sugli specchi mentre ti interrogavo”.
    Avevo le lacrime agli occhi.

    • Ahahah incredibile prof! E immagino la tua faccia, anche io sarei rimasta tra lo sconvolto e il divertito. Incredibile come fuori dal rapporto prof-alunno cambino le cose! 🙂

      • Già,é una di quelle dinamiche difficili da pensare fuori da un`aula scolastica. Per 5 anni li vedi come nemici giurati (non tutti si spera ) quando invece ti dimentichi che sono persone tali e quali a te.

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