Il rigo e il gomitolo.

Impeto

Sono a letto e leggo un libro, una di quelle letture non impegnative, una commedia romantica da cinema, ma raccontata a parole. Mi lascio trasportare da quelle parole troppo zuccherate per i miei gusti e continuo a leggere di posti incantevoli con un’avventura dietro l’angolo. Per fortuna la vita non è prevedibile. Sempre, da qualsiasi angolazione. Puoi entrare e sfilarti dalle situazioni più impensabili. E ho le gambe incrociate e la schiena contro la parete, ho chiuso il libro e ho socchiuso leggermente le palpebre per mettere meglio a fuoco i pensieri. La domenica mi avvolge le ossa, la pelle, i capelli. Gli odori di casa mi entrano nelle narici e invadono il cervello. Mi guardo il palmo della mano e mi accorgo che se lo stringo le pieghe formano una specie di rigo, tipo quello dei quaderni, ma più sottile.
Il mio rigo. Forse per ricordarmi di tutte le cose che mi scrivo e che mi scrivono addosso ogni giorno.
Mi hanno scritto promesse, esperienze, ricordi. Mi hanno scritto lacrime spezzate dalle parole che non ho saputo dire. Ho scritto sulla schiena che sono complicata, che ho un gomitolo in mezzo al petto.
E ripenso a qualcuno che un giorno mi ha detto che non riesco a condividere appieno quello che provo. Che non si capisce mai quello che penso.
Sì, perché io ho tutto conficcato dentro, e non so farlo uscire. Perché le cose mie non riesco a farle diventare tue, mi devi aiutare tu. Perché sono sempre trattenuta, mentre esplodo più e più volte e nessuno lo sa. Perché non ho mai sopportato l’idea di piangere davanti a qualcun altro, era sbagliata. E allora aspettavo di restare sola, e a volte mi restavano silenzi più pesanti di litri di lacrime a farmi compagnia.
Perché non so spiegarmi, ma so scrivermi. E allora per questo ho un rigo sulla mano.
E quando mi viene da piangere in pubblico, allora sorrido troppo, così gli occhi si riducono a due fessure e non te ne accorgi se si riempiono. E i fili del mio gomitolo mi intrappolano e mi danno vie di fuga.
Tu però leggimi prima. Ce l’ho apposta il rigo.

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15 commenti

Archiviato in A spasso nella mia vita, Riflessioni, Vita

15 risposte a “Il rigo e il gomitolo.

  1. Io invece mi apro spesso agli altri, ma non capiscono ugualmente… non credo che la quantità di parole che impieghi, il dettaglio dei particolari siano sufficienti per farsi capire… per svuotarsi completamente…

  2. Ma che bella cosa hai scritto! Non è facile mettere a nudo se stessi, qui tu lo hai fatto,non vedo lacrime e neanche occhi strizzati, ne risate, ma vedo la tua anima. Bella, dolce e aperta al mondo…con l’imprevisto che la vita ci può offrire.

  3. Un rigo su cui scrivere e un gomitolo su cui raccogliere i pensieri.
    Bello.
    Nicola

  4. Da quando hai deciso di portarci a spasso nella tua vita devo dire che ho preso il filo del gomitolo e lo tengo stretto, così non posso perderti.
    Che belle cose hai scritto in questo post, quanta tenerezza c’è dentro.
    Un abbraccione 😉

  5. Quanto ti capisco…
    Un abbraccio

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