Ja, oui…quoi?

Sleepy

Ho appena trovato quel minimo di lucidità che mi serve per scrivere e mettere insieme i pezzi di tutto quello che ho vissuto oggi. Tralascio i dettagli che fanno rabbrividire, come le attese, i pullman e il sonno imcombente, per passare direttamente al cuore della giornata. Sei ore, e dico sei, di tedesco. L’ultimo quarto d’ora non ero più sicura della mia identità o della lingua che sapessi parlare, ma questo non era ancora niente.
Dopo un pranzo eticamente sbagliato per la mia salute al McDonald sono corsa alla metropolitana per raggiungere l’istituto in cui avrei dovuto frequentare la mia prima lezione per la certificazione di francese.
Non prendevo un libro di francese in mano da circa tre anni. Non conoscevo nessuno dei ragazzi che avrebbe seguito il corso. Non sapevo dove si trovasse l’aula. Non ero sicura di saper tornare in metro, visto che non prendo mai quella linea, e vista la mia ormai nota imbranataggine. Venti minuti dopo.
Davanti al grande palazzo di tufo ho visto una ragazza, mora, intenta a fumare. Aveva la mia stessa faccia impaurita. Fare amicizia è stata questione di un momento, dopodiché ho conosciuto una sua amica che avrebbe frequentato il corso. E poi un’altra ragazza, e un’altra. Meglio di quanto mi aspettassi.
Le tre ore di lezione sono volate, non troppo, ma sono comunque corse. Mi sono sentita profondamente incapace quando ognuno di noi si è dovuto presentare e molti hanno raccontato di essere appena tornati da un Erasmus in Francia. Uno, addirittura, ci ha vissuto per tre anni!
L’insegnante non ha smesso di parlare per un attimo, ma devo ammettere che mi mancava tanto sentir parlare francese. Alla fine del corso, circa alle 19, non ero più sicura della mia identità e della mia lingua, ma ero contenta dell’impresa iniziata. La strada è lunga, molto lunga, ma porterà a qualcosa.
Ho preso la metro giusta al ritorno, e credo di non aver mai desiderato una doccia così ardentemente. Ma alla fine di questo giorno che mi è parso lunghissimo sono appagata.
In qualche modo si fa. E questo vale per tutti noi.

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20 commenti

Archiviato in A spasso nella mia vita, Treni, Università, Viaggi, Vita

20 risposte a “Ja, oui…quoi?

  1. Una bozza di conto: sei ore di tedesco più tre di francese fanno nove ore. Dicianove meno nove fanno ore dieci di mattina. Più un paio d’ore per massacrarti il fegato da McDonald e un viaggio in metrò, significa che la tua giornata scolastica è cominciata alle otto di mattina. Non male.

  2. In qualunque modo…si fa.
    Vale proprio per tutti.
    Buona notte
    S

  3. Alla fine una soluzione esce sempre fuori. Tutto sommato è stata una buona giornata.. 😉
    un abbraccio

  4. Mille ore di tedesco piuttosto che tre di francese! 🙂

  5. Bhe, se hai preso la metro giusta anche il viaggio che stai intraprendendo è giusto. Sicuramente devi tener salda l’identità, ma (a parte la fatica) credo sia sempre affascinante un nuovo mondo. Coraggio e poi…c’è sempre la doccia! 😉

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