Lo stadio della sublimazione.

dolore

Mi piace pensare di portare un po’ di vita a chi mi legge, di strappar loro brevi sorrisi dopo una giornata piena di impegni. Se avessi scritto in questi giorni avrei solo rischiato di farvi deprimere.
Pensavo proprio questo mentre ero seduta al tavolino del bar dell’Istituto Francese, aspettando di fare lezione. La ragazza di fronte a me sorrideva, come impazzita, guardando il cellulare. Si accarezzava i folti capelli castani mentre lanciavi gridolini di gioia. E ho fantasticato su tutto quello che poteva esserci dietro quel cellulare. Magari un uomo, una sorpresa, una promozione, una buona notizia.
Un pensiero fisso si è annidato negli anfratti della mia mente stanca e malandata: la sublimazione del dolore. Ho preso carta e penna e ho iniziato a scrivere parole che fluivano direttamente dalla mia mente alle mie dita. Sublimare il dolore non significa nasconderlo, anzi, significa trasformarlo. E per trasformarlo devi conoscerlo, devi guardarlo dritto negli occhi e cambiarlo. Cambiare lo stato del dolore. Lasciarlo evaporare attraverso ciò che amiamo, attraverso la vita. Sublimare il dolore è un inno alla volontà di vivere, uno sforzo dolceamaro che muove le corde dell’anima come fosse un’arpa.
E mentre guardavo quella ragazza incredibile proprio davanti a me, pensavo che nessun dolore rimarrà per troppo tempo allo stato solido. Lo lascerò sublimare. Lo stanerò e lo impasterò fino a trasformarlo in altro.
E per ora si è trasformato in queste parole, nei pensieri che nasceranno in voi. Tutto si trasforma, nel bene e nel male.
E penso che le poesie più bello sono nate da un giorno di dolore che ha creato mille bagliori di luce.
E così ho deciso che dal mio buio nasceranno solo stelle.

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14 commenti

Archiviato in A spasso nella mia vita, Vita

14 risposte a “Lo stadio della sublimazione.

  1. E’ bello lo sforzo di chi, nonostante le avversità, prova a passare dal pensiero all’azione cercando di tener sempre presente che in ogni cosa, nonostante tutto, c’è un lato buono. …e non riesco ad aggiungere nulla in più, se non che sarebbe bello sublimare anche lo “star bene” per riuscire a godere di uno stato positivo in cui, almeno nella mia esperienza, non sempre ci si accorge di stare. Sarebbe bello farsi permeare dallo star bene, sentire che tutto ha un suo corso e che in questo c’è un “disegno benigno” da poter seguire…
    Bel post! Un saluto.

  2. la verità è che se non passassimo oltre, se non trasformassimo le cocenti delusioni e i piccoli dolori quotidiani in altro, saremmo tutti morti (in senso lato)… La felicità è intensa e subitanea, il dolore subdolo e permanete; tanto vale strattonarlo per un braccio e cercare di farlo rigare dritto….

  3. questo tuo post capita “tremendamente” a proposito …

  4. Sublimare il dolore … Come se il dolore allo stato solido diventasse gassoso e si spandesse nell’aria.
    Sarebbe bella un’immagine siffatta col dolore ridotto a un gas che vola insieme agli altri gas mescolandosi con loro.
    Quindi scaccia il dolore, più mentale che fisico, e disperdilo nell’aria.
    Un caro abbraccio

  5. Il dolore è parte dell’uomo, il dolore nasce con l’uomo; ci sono culture che lo hanno accettato, metabolizzato, ci sono culture come la nostra che lo hanno aggredito,allontanato o quanto meno tentato di allontanare, lo hanno odiato. Io, per esperienza personale, posso dire che il dolore va lasciato entrare, accettare e trasformere, in cosa? Ognuno di noi sceglie la sua strada. La mia è stata di trasformarlo in una forza rigeneratrice. Non è stato facile, perchè la consapevolezza dello stesso ne porta altro, ma quando ci si riesce si sale un gradino in più della vita. E non è male. Falle nascere quelle stelle, perchè sono quelle che illuminano di più.
    A me la vita la porti, se te ne accorgi ti cammino accanto, anche nel buio di alcune giornate.

  6. Charlie Chaplin diceva “Nothing is permanent in this wicked world, not even our troubles” Peccato che nei momenti più bui sia difficile vedere oltre, soprattutto se si tende a essere ansiosi ( ed è il mio caso ).
    Bellissimo articolo, il finale è illuminante e adatto a questa mia pessima serata 🙂

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