In tutti i giorni miei.

Effy2

C’è tutto da dire, o niente, dipende dai punti di vista. Ci sono tutti i miei giorni pieni e densi di dettagli, di mani, di parole, di distributori automatici e di lettere. Come al solito quando ho molto da dire inizio a perdere il filo logico e ne creo uno tutto mio, che è tutto tranne che logico. Assomiglia di più ad un flusso di coscienza interrotto da colori, da distrazioni o da altri occhi. Ad esempio quel negozio di candele profumate sulla strada per prendere la metro: un piccolo paradiso profumato pieno di cera e di vetro colorato.
Oggi, sul treno del ritorno, c’era una vecchina ben truccata, con i capelli tinti, lo smalto e due orecchini ingombranti. Aveva una ragnatela di rughe sul viso e mi dava del voi mentre mi chiedeva informazioni. L’ho immaginata da giovane, magari con i capelli lunghi e sciolti, con meno trucco.
Poi c’è la passeggiata di ieri, la sensazione di oppressione, il pensiero fisso “me ne devo andare da qua”. I saluti e i non saluti di persone conosciute nel corso di una vita e che si ritrovano d’un tratto a condividere un pezzo di strada con me.
Potrei anche raccontarvi della corsa di stasera, concentrata sui battiti del mio cuore e sulle confidenze di un’amica. Ma forse vi racconto d’altro per non parlare del mio continuo essere assorta chissà dove. Lo noto quando mi vedo negli occhi degli altri, quando li sorprendo impegnati a scrutarmi, quasi potessi leggere nei loro occhi “ma a che pensa questa”. E, in effetti, a che penso io? Stamattina ad esempio pensavo a quel bellissimo modo che ha il sole di illuminare i vetri, poi i volti, gli occhi, le mani. Pensavo al fatto che quando si è in treno di mattina il sole risulta molto educato, mai invadente. Ti bacia pezzetto per pezzetto. Pensavo che volevo scrivere, e ho socchiuso gli occhi come per fotografare quel desiderio. Ho pensato alle storie che ci portiamo dietro, a quelle che non vogliamo raccontare. Pensavo al viaggio. Alle partenze. Anche ai ritorni.
E mi sono sentita la spettatrice di me stessa. Alcuni giorni regista, altri spettatrice.
D’altronde è così che va il film dei giorni miei.

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13 commenti

Archiviato in A spasso nella mia vita, Uncategorized, Viaggi, Vita

13 risposte a “In tutti i giorni miei.

  1. Il sole dal finestrino del treno è benedizione e inferno.
    Hai fatto bene, è un pensiero che andava scritto.

  2. c’è serenità intrisa di consapevolezza e placidità nelle tue parole/pensieri e nei tuoi post 🙂

  3. Certo che ti stupisci che la vecchina ti desse del VOI, abituati come siamo (dovrei dire come siete, perché non condivido questa moda) di dare del TU a tutti come se fossero vecchi amici/amiche.
    Ma tutto il post tra nostalgie e riflessioni merita di essere letto e gustato.
    La vita è come stare in scena. A volte si ricevono applausi, a volte fischi, che possiamo ritenere ingenerosi. Ma si devono accettare e comprendere dove abbiamo sbagliato.
    Un caro abbraccio

  4. Il filo logico è quello dei tuoi giorni, raccontato come la tua mente e la tua mano vogliono, i tuoi giorni è il tutto.

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