Da piccola e da grande.

Audrey

Da piccola volevo fare l’angelo custode, ma letteralmente. Pensavo fosse un mestiere, o quanto meno un’occupazione fattibile, pensavo si potesse scegliere qualcuno da proteggere e mettersi all’opera. Poi ho capito che non è possibile fare l’angelo custode di qualcuno, o almeno non nel senso stretto del termine; però è possibile farlo in senso lato. Mi piace pensare di poterci essere, di poter fare la spalla, l’orecchio quando serve, qualsiasi cosa. A volte succede però di perdere di vista me. E così divento il bastone di qualcun altro, dando sempre per scontato come mantenermi in piedi. Ogni sconvolgimento diventa una cosa da niente, ogni cambiamento diventa qualcosa su cui passare su.
Non c’è tempo per metabolizzare, non c’è tempo per parlare, ma solo per ascoltare. Allora resto zitta e penso. E ricordo quasi un’asociale, una persona a cui piace stare sulle sue, quando invece non sono questo. E così sorrido e inizio a chiacchierare di te, di me, delle cose che ti piacciono, del cibo, della musica, del tempo. Rido e mi credono tutti. Mi hanno creduto anche ieri, ad una festa di laurea, quando ero in mezzo a tante coppie felici. Ridevo mentre staccavo la pasta di zucchero dalla mia fetta di torta. Ridevo e facevo finta di guardare altrove, di essere particolarmente attenta ad un dettaglio inutile, pur di non dover fissare i baci degli innamorati, le conversazioni di chi si stuzzica e si pretende. Davo consigli su quali fossero le pose migliori mentre nella mia testa risuonava Audrey Hepburn che cantava “Moon River”, malinconica e pensierosa dalla sua finestra.
E a volte mi sento un po’ così, in attesa ad una finestra, nostalgica di tempi andati e mai vissuti.
Una persona mi ha detto che sono un quadro non definito, qualcuno su cui non riesci mai a farti un’opinione, non riesci mai a capire.
Una donna mi ha detto che devo solo imparare a nuotare, verrà da sé. Imparare a nuotare.
Nel frattempo
“Oh, dream maker, you heart breaker
Wherever you’re goin’, i’m goin’ your way”
.
Moon River.

12 commenti

Archiviato in A spasso nella mia vita, Riflessioni, Storie, Uncategorized, Vita

12 risposte a “Da piccola e da grande.

  1. E’ difficile pensare ad un quadro non definito se non a quei quadri astratti, in cui se non leggi la descrizioni capisci che cos’è…. e tu non mi sembri così!

    Sei forse alla ricerca di te stessa per finire quella pagine del libro che stai scrivendo e un giorno o l’altro, qualcuno ti darà una mano, e quella mano sarà sempre presente (come gli angeli custodi)… almeno è quello che ti auguro

    un sorriso

    • Che belle parole! In effetti non credo di essere come un quadro astratto, forse un quadro dalle molteplici interpretazioni. Ti ringrazio per l’augurio e per il sorriso, auguro un “angelo custode” anche a te.

  2. Se sei acqua non puoi nuotare (e dopo questa perla di saggezza vado a fustigarmi). Bell’articolo.🙂

  3. Da grande faccio l’angelo custode. Proteggo le persone (in genere da se stesse) e non mi capacito ancora che le ali che ho in dotazione non mi servano per volare… ma per far volare. Grazie dello spunto. Ciao, Si.

  4. La tua strada…vai per la tua strda, angelo o non angelo. Nella vita non esistono esistenze indefinite, ogn’uno di noi lascia una traccia. Tu su questo blog lo stai facendo, con la delicatezza che ricorda la dolce voce di Audrey Hepburn.

  5. Dolcezza, non posso scrivere una cosa nella lettera e poi leggerne un’altra qui!
    Sei malincolica soltanto (soltanto fra virgolette, ovviamente) o è successo seriamente qualcosa?

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