Nuovo metodo d’osservazione.

bici

Stamattina la prof. di Antropologia Culturale mi ha aperto gli occhi sull’arte dell’ osservare. Effettivamente ci sono migliaia di cose che ci sfuggono ogni giorno, anche se abbiamo fatto quella strada due volte al giorno per anni e anni, anche se siamo nati e cresciuti nello stesso posto, anche se crediamo di sapere tutto.
Osservare è la chiave che lubrifica gli ingranaggi fino a smuoverli dal loro torpore. Particolarmente ispirata dalla lezione ho deciso di fare la turista a Napoli. Di questi tempi è molto facile confondersi nel fiume di stranieri che inonda la famosa strada dei presepi e degli incensi. Così ho iniziato a percorrere lo stesso tragitto che faccio ogni mattina con gli occhi di un turista curioso. Ho aspirato ogni odore intenso: dalla pizza all’incenso, dal caffè all’odore delle pagine dei libri delle bancarelle. Ho guardato i presepi esposti, le miniature realizzate perfettamente, le luci con cui avrei potuto addobbare tutta la città e sarebbe comunque avanzato del filo, i bambini che si avvicinavano ad un palesemente finto Babbo Natale guardandolo a metà tra lo stupito e il diffidente. Ho mangiato una pizza rigorosamente piegata in quattro, con il pomodoro che mi sporcava le mani già dopo il primo morso. L’ho gustata come fosse la prima volta e ho sorriso a quell’uomo che suonava la fisarmonica.
Mi era sempre sfuggita questa parte del viaggio, quella percorsa con calma, senza pensieri, solo con la voglia di riempirsi gli occhi, le mani e lo stomaco. Mentre camminavo ho incontrato Giulia e Gab, e a quel punto sono diventata una turista che ha trovato di colpo due splendide amiche per la strada. Giulia, castana e con occhi intensi, con cui condivido l’amore per la vita e le sue cose belle, a partire dal tè. Gab, una senzatetto di professione, cittadina del mondo. Se potesse lascerebbe tutto e se ne andrebbe in giro. Lei, i suoi ricci e il suo tabacco. Come darle torto.
E a quel punto il mio viaggio in solitaria si è tinto di colori e di nuove voci, nuovi posti e squillanti risate argentee. Un viaggio di vita lungo una strada, quella strada che divide Napoli a metà. E se potessi associare una foto ad ogni luogo assocerei questa alla strada appena descritta: tre ragazze gesticolanti con tre voci squillanti intente a raccontarsi mentre qualcuno suona, in lontananza, una melodia impregnata di storia.

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6 commenti

Archiviato in A spasso nella mia vita, Amici, Riflessioni, Viaggi, Vita

6 risposte a “Nuovo metodo d’osservazione.

  1. Così può cominciare la cura dell’ansia. osservare quello che ti circonda con occhio diverso, come hai fatto.

  2. Osservare il mondo, leccole cose quotidiane arricchisce infinitamente. E movimenta la vita.

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