Rewind. Stop.

stop

Ho un maglione fucsia addosso e uno smalto color pesca, i pantaloni del pigiama e uno strano sorriso addosso. Sgranocchio cioccolato, una tavoletta che ho trovato al mio ritorno sulla scrivania. Ah, le mamme. Oggi iniziano ufficialmente le mie vacanze, due settimane di tregua in compagnia di parenti, amici e sconosciuti mentre saremo tutti impegnati ad assaggiare questo o quell’altro, intenti a controllare in continuazione il cellulare.
Ho la schiena appoggiata al muro e ripenso ad oggi: alle chiacchiere in ascensore, quelle così personali che vorresti sprofondare e zittire l’amica dalla bocca larga, e invece lei continua, spiattellando tutto in quei due metri quadrati di ascensore. I quattro piani più lunghi della mia vita.
Penso a noi, che ci siamo persi nel calore degli abbracci come se dovessimo tutti partire per il fronte. Penso all’anno nuovo, senza pronostici, né programmi che non rispetterò.
Penso all’albero di Natale che c’è in città, venti metri di lucine aggrovigliate nella continua scalata verso il cielo. Penso alle pazzie, e vorrei tanto farne una.
Penso che nessuno ha il coraggio di dirsi niente, ma proprio niente. Tutti cuor di leone schivi, concentrati a non farsi male piuttosto che a vivere. E così passano i giorni colorati a metà, imbottiti d’ovatta, con i rumori sotto controllo.
In queste notti ho fatto degli incubi, mi sono svegliata con una tosse tremenda e la consapevolezza che avrei dimenticato tutto il giorno seguente. Ho la sensazione che il tempo stia scorrendo tremendamente lento.
Ho guardato troppo l’orologio. Sono stata ferma troppo tempo e mi porto questa settimana addosso come fosse un mese.
Ho bisogno di una notte. Il rumore delle risate e il tumulto del cuore. Il tempo che vola senza orologi, i tacchi che non fanno male, il rossetto che non sbava.
Rewind. Stop.

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10 commenti

Archiviato in A spasso nella mia vita, Riflessioni, Uncategorized, Vita

10 risposte a “Rewind. Stop.

  1. Rilassati e non pensare più a nulla. Poi a mente sgombra puoi cominciare ad analizzare lucidamente tutto quello che ti circonda.

  2. Un pò di malinconia prima delle feste, questo leggo in queste bellissime righe.
    Spero tu possa trovare la serenità, la pausa “natalizia” può aiutare.

  3. Bel ritmo di scrittura e accattivanti modalità espressive.
    La tua, comunque, sembra più una visione disincantata dei problemi. Come di chi ha ha già in mente la via di fuga.

  4. Le pazzie non si fanno, e sai… Va da sé! Ma pazzie del tipo:”Senti! Bell’articolo! Sei sicuramente una bella persona: andiamo in vacanza insieme?”, chi ha il coraggio di farle? Poi uno pensa di non essere normale, pensa:”Chissà cosa pensa chi mi conosce!”, e a furia di essere risucchiati da questa spirale benpensante, le pazzie restano in un cassetto e poi quando si invecchia si passa il tempo a sospirare come i cani che aspettano i padroni.
    Poi per le pazzie, quelle “normali”, quelle per cui ti iscrivi al corso di oreficeria o quelle in cui ti confessi con chi credevi non avresti mai avuto il coraggio, be’, per quelle c’è sempre tempo; ma per le altre no, proprio no… 🙂

    • Ahahah secondo me le pazzie sono “cose” che normalmente non si ha il coraggio di fare. Ovviamente il buon gusto il raziocinio non vanno completamente a farsi benedire, giusto un po’, Quindi, per il momento, corsi di oreficeria per tutti!:D

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