Frozen.

frozen

Amo andare al cinema, ma ieri ho scoperto che andare al cinema con i bambini è un’esperienza del tutto diversa. Venerdì pomeriggio. Martina, una graziosa bambina di otto anni che conosco dalla sua prima ecografia, mi chiede di accompagnarla al cinema a vedere “Frozen”, il nuovo film d’animazione della Disney.
Ci armiamo di cappotto, sciarpa, e ovviamente la sua immancabile borsa di Violetta con all’interno i pop corn. E la sua tenerezza era incontenibile, intenta a pettinarsi e sistemarsi il frontino prima di scendere.
“Ma tu lo sai che la colonna sonora di Frozen la canta Violetta?”
“Ah, ma tu per questo lo vuoi vedere?”
“Cinquanta e cinquanta”.
A otto anni conosce il cinquanta e cinquanta. Facciamo i biglietti e ci sediamo in sala con un quarto d’ora di anticipo. Flotte di bambine con relativi accompagnatori popolano la sala, tutti con gli stessi occhietti scintillanti.
“Fino a quanto devo contare prima che inizi il film?”
“Sono dieci minuti, quindi conta fino a seicento”.
La domanda si è ripetuta ciclicamente ogni sessanta secondi.
“Ma io non capisco questo bambino affianco a noi!” esclama ad alta voce.
“Perché, Martina?”
“Perché è un cartone da femmina. I maschi no”.
Iniziano a proiettare innumerevoli pubblicità della Disney, una più lunga dell’altra, al che esordisce con: “Angela, ma abbiamo sbagliato sala, qua non fanno vedere Frozen!”.
Le mostro i biglietti e mi guarda poco convinta. Finalmente inizia il film e tra un pop corn e l’altro mormora:”Avevi ragione è la sala giusta”.
E menomale.
Dopo circa quarantacinque minuti le luci si accendono in sala per l’intervallo.
“Ma così è finito il film?” E vedo i suoi occhi sgranarsi, inorridita.
“Marti è solo l’intervallo”.
Il cartone riprende e lei decide di doversi alzare, lasciando i pop corn sulla poltroncina che, automaticamente, si richiude facendo cadere tutti i pop corn. Continua imperterrita a mangiare ciò che resta nella busta mentre fa domande ad alta voce, esprimendo il suo disappunto in certe scene.
Titoli di coda, musica e di nuovo luci. Ritorniamo nella realtà e mi accorgo che ai nostri piedi ci sono pop corn ovunque. Raccogliamo sguardi di disappunto che la bambina coglie e allora, con molta nonchalance, mi dice:”Scappiamo”.
E mentre risaliamo i gradini riconosco subito i bambini accompagnati dai papà e quelli accompagnati dalle mamme. I primi hanno sempre qualcosa fuori posto, i secondi sempre perfetti. Usciamo e scopriamo che piove, e noi siamo senza ombrello.
“Angi corri, questo è come il Regno di Ghiaccio, solo che è pioggia”.
Fortuna che il cinema è vicino casa mia.

Annunci

19 commenti

Archiviato in A spasso nella mia vita, Uncategorized, Vita

19 risposte a “Frozen.

  1. Piacevole pomeriggio in compagnia di una bambina sveglia.
    Almeno il film ti è piaciuto?

  2. Esiste qualcosa che i bimbi non rendano speciale? 🙂

  3. A me è piaciuto tantissimo. Buone feste.

  4. Ti lascio cari auguri di Buon Anno. Con tanta gioia.
    un abbraccio

  5. Io mi stupisco sempre dei bambini. Ci lavoro, anche se sono un po’ più piccoli di Martina, e ogni volta mi strappano una risata. A volte sono così avanti, altre ti rendi conto che ancora non sanno.
    Aldilà di tutto, l’esperienza del cinema è una cosa abbastanza particolare. Devi armarti di pazienza! E ancora mi chiedo come sia possibile portare dei bimbi allo spettacolo delle 10 e mezza quando a malapena mi ci portavano alle 4…

  6. Io mi sa che adesso ti seguo. Lo dico qui, ché credo sia quando ho letto “Scappiamo”, che l’ho deciso.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...