Due uova, quattro cucchiai di farina e due di zucchero.

teacrepes

Finalmente oggi ho sentito l’autunno per la prima volta. Le temperature si sono abbassate e la mia voglia di fare la donnina di casa si è alzata. E cosa fa una brava massaia in questi casi?
Ovviamente prepara crêpes con impasto al cioccolato guarnite di Nutella da accompagnare con un tè ai frutti rossi.
Lo so, lo so, mio marito sarà grasso e felice. La cucina era illuminata da un sole prezioso, mai prepotente, e il cielo aveva un non so che di particolarmente cristallino.
Mischiavo farina, uova, zucchero e cacao amaro mentre parlavo con mamma del futuro. E giravo le crêpes in padella pensando a dove sarò tra qualche mese. La domanda è “ma si sa dove sarò?”
E attualmente nessuno ha una risposta.
Una mia amica ha fatto un paragone bellissimo: mi ha detto che fino ad ora ho guidato un treno, andavo veloce, ma i binari guidavano il sentiero, erano due linee guida belle nette; oggi invece guido un aereo, sono soggetta a turbolenze, non vedo binari, ma sto prendendo quota per andare più lontano.
E forse l’incertezza è la parte più bella di ogni sogno che prende forma. Qualcosa arriverà prima o poi, nel frattempo faccio dolci e dolcetti, vi scrivo e vi leggo. Mi raccontate di come i vostri aerei hanno preso quota o lo stanno facendo o lo faranno? Mi raccontate di come state plasmando i vostri sogni?
Mando una crêpe a tutti voi.

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8 commenti

Archiviato in A spasso nella mia vita, Riflessioni, Vita

8 risposte a “Due uova, quattro cucchiai di farina e due di zucchero.

  1. Beh! penso che un obiettivo te lo sei posto, oltre a preparare crépes.
    Cosa vorresti fare da grande, oltre a far ingrassare il marito (ce l’hai oppure è futuribile?)? Vuoi stare in zona oppure non hai paura a volare?
    Il bello comincia adesso, perché devi volare senza paracadute e senza guida. Quando ho finito l’università, un’idea ce l’avevo e mi ha portato lontano. Nessun pentimento. Rifarei esattamente lo stesso percorso.

    • Il marito è molto futuribile per ora. Cosa vorrei fare da grande? Tante cose, tutte inerenti alle lingue e alla comunicazione. Mi piacerebbe stare nell’ambito del turismo, per esempio, parlare con la gente, e decisamente non ho intenzione di stare in zona. Ma ora la tua storia mi ha incuriosita, me lo dai qualche dettaglio in più?

      • Qualchre dettaglio? Dovrei scrivere un romanzo. Primo sono avanti nell’età. Secondo dopo la laurea (ingegneria) volevo occuparmi di informatica e ci sono riuscito. Ho viaggiato molto, ho girato molto. Però col chiodo fisso: fare quello che mi dava soddisfazione e non quello che mi procurava più denaro o potere. Nessuna paura a spostarmi o cambiare pelle.però il piacere di conoscere posti nuovi, persone diverse, raggiungere le mete prefissate è stato per me impagabile. E sempre con moglie e figlia al seguito. Loro sbuffavano ma alla fine piaceva anche a loro. Obiettivi centrati. Dovessi ricominciare, rifarei esattamente quello che ho fatto. Ricco (di denaro) non sono diventato ma ricco (di pensiero e di soddisfazioni) quello sì.

        I tuoi obiettivi, detti così, sono un po’ generici. Diventa difficile dare dei suggerimenti. Al limite prova fuori dall’Italia.
        In bocca al lupo

      • Crepi! E wow, dovresti davvero scrivere un romanzo, solo a leggere queste poche righe ho immaginato tanti posti nuovi. Ti spiego un po’ meglio la mia situazione, sicuramente sarai più saggio di me: il mio sogno per eccellenza è fare l’interprete. Per farlo devo fare una specialistica particolare e superare dei test, ma purtroppo quest’anno non li ho superati, quindi ora mi trovo con quest’anno sabbatico a mia disposizione. Potrei scoprire un’altra strada nascosta che si rivelerà la mia e continuare per quella, così come potrei semplicemente fare tesoro di tutto quello mi capiterà quest’anno per poi riprovare i test l’anno prossimo. Ecco perché ora navigo nel generico. Tu che faresti?

      • Cosa farei? Visto il tuo obiettivo andrei all’estero per qualche mese per perfezionare la (o le) lingua/e che conosci. Diciamo. Se è l’inglese, la lingua di specializzazione, partirei per Londra con o senza un lavoro (un’amica blogger è andata a Londra, si è iscritta a posto di reclutamento-non so come definirlo- per cercare un’occupazione e l’ha trovata). Ovviamente è un esempio. Forse i tuoi non saranno contenti ma tu acquisici esperienza di vita e migliori il tuo bagaglio linguistico. Poi il prossimo anno ritenti il test. Altra ipotesi scrivere a qualche casa editrice straniera proponendoti come tradutrrice dall’italiano a ….. oppure a società italiane che traducono per conto terzi. In questo caso non ti sposti da casa. Però secondo me è meglio spostarsi all’estero. Si è costretti a parlare la lingua, a leggere giornali e vedere la TV. Questo in proiezione interprete è un grosso vantaggio.

      • Ottimi consigli! Il mio progetto è andare all’estero, infatti, e sono d’accordo con te sull’importanza di stare sul posto per perfezionare le lingue. Oltre al fatto che ho tutto da guadagnare in termini di bagaglio culturale e di vita. Grazie mille per il tuo tempo!

      • Ti auguro di trovare la tua strada se sei tenace nel perseguirla.
        Uscire dal mondo nel quale si è sempre vissuti è una sfida con se stessi e rende più forte il nostro carattere.

  2. Ciao cara, daresti un’occhiata al mio blog?
    Grazie in anticipo!
    Baci, Titti

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