Sorry, du iu spik inglisch?

tourists

Si sa la noia ingegna, talvolta fa fare cose davvero stupide, altre volte fa fare cose geniali. Lascio a voi la decisione finale. E così io e Anna abbiamo deciso di fare un esperimento: andare per le strade della mia città chiedendo informazioni come se fossimo turiste.
Specifico che non sono proprio il prototipo di italiana, soprattutto del sud. Ho tratti un po’ nordici, e spesso vengo scambiata per svedese o olandese, il che ha reso il nostro esperimento ancora più credibile. Ecco ciò che è accaduto per circa due ore nel pieno centro della città.
Fermiamo due ragazzi chiedendo, in inglese, dove si trova un monumento. Alla domanda “Do you speak English?” il ragazzo ci risponde, in italiano, “un poco”. Questa è la prima caratteristica che abbiamo riscontrato in tutti, o quasi, i passanti: si ostinano a rispondere in italiano. Per fortuna il ragazzo che gli stava accanto aveva qualche conoscenza in più, e così è riuscito a darci qualche informazione in inglese, mentre il suo amico gli proponeva di accompagnarci, tra una risata e l’altra. Ringraziamo e salutiamo.
Caso secondo. Fermiamo due ragazze, chiediamo loro le stesse informazioni. Una di loro, particolarmente emozionata, ci dice che studia lingue e che è un piacere parlare con delle straniere. Ci dice anche che di solito parla meglio, ma che ora si sta facendo prendere dall’ansia. Cerco di rassicurarla, mentre tra me e me penso che se solo sapesse la verità perderebbe tutto l’interesse. Ci chiede da dove veniamo e alla risposta “From U.S, Virginia”, cambia di nuovo espressione, come se fossimo dei piccoli Babbo Natale in procinto di distribuire i suoi sogni. Ci dice che vuole andare in Australia quando finirà di studiare.
Insomma in quindici minuti diventiamo la sua storia della serata, quella da raccontare il giorno dopo ai compagni di corso. E riflettevo su quanto cambia la percezione che gli altri hanno di noi. Lo straniero, quando non è considerato in maniera negativa, è sempre più bello, più affascinante, più, più, di più.
Caso terzo. Chiediamo ad un ragazzo dove trovare delle cartoline. Ecco, lui è stato il più gentile e negato di tutti. Continua a risponderci sempre in italiano, alternando qualche parola del tipo no English, my problem. Però, riconoscendo i suoi limiti, ci indica la strada e si assicura che trovassimo il negozio giusto. In un modo o nell’altro gli Italiani si fanno capire, anche se è un peccato per la comunicazione, si potrebbero conoscere molte più persone con un po’ di inglese.
Caso quarto. Stessa domanda a due ragazzi: “do you speak English? Stessa risposta in italiano. Ci chiedono di ripetere, un orecchio quasi appoggiato alle mie labbra. Il ragazzo capisce la domanda e ci indica il posto, mescolando l’inglese all’italiano, ai gesti, al “Look there”.
La mia conclusione è che il livello medio di inglese è un po’ bassino, e anche la convinzione di farsi capire attraverso i gesti è un po’ pretenziosa, ma alla fine, in un modo o nell’altro, la gentilezza e la disponibilità supera la barriera linguistica e il turista riesce a raggiungere il suo scopo.
Per ora è tutto, vi terrò aggiornati nel caso qualcuno mi riconosca mentre parlo in italiano. In quel caso “I learn fast”, imparo in fretta.

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21 commenti

Archiviato in A spasso nella mia vita, Storie, Uncategorized, Vita

21 risposte a “Sorry, du iu spik inglisch?

  1. Ma dai … che risate mi sono fatta! 😉
    Penso che la gestualità aiuti molto, la lingua lascia invece a desiderare … per me tu e Anna avete fatta una cosa geniale, bravissime.
    Un abbraccio
    Affy

  2. Una volta mi capitò di prendere un treno da Caserta verso Roma, e durante l’attesa fingermi inglese per non dover parlare con alcuni ragazzi di Napoli che prendevano il mio stesso treno. Nel mio caso, loro sapevano parole inglesi “randomiche”, e passarono tutto il tempo a parlare in napoletano tra di loro prendendomi in giro convinti che io non capissi nulla. Sai chi mi colse in fallo? L’unica ragazza del gruppo, che riuscì a capire che ero italiano e con la quale chiacchierai per una buona mezz’ora, mentre i suoi compagni di viaggio ancora ridevano perché “quello lì non capisce nulla” XD

  3. Hahaha! 🙂 avete fatto benissimo! Io non sono ultra ferrata, ma mi faccio capire. Non so perché i turisti chiedono sempre a me 😀

  4. che bell’idea…. io se ero davanti a voi sarei entrata in crisi… l’inglese x me e impossibile a scuola ero pessima x vari motivi… in compenso mi sono provata a buttare nello spagnolo (realmente in quello argentino molto simile ma un po diverso) piu semplice per me xk lo potrei parlare con piu persone… comunque a me capita sul lavoro che mi trovo persone straniere e li dobbiamo capirci sempre a gesti))= xo i commenti in spagnolo non li perdo mai e posso capire cosa veramente credono le persone del mio negozio… lingue al mondo sono parecchie xo per le mie conoscenze cerco sempre la gentilzza e l’eduazione… alla fine ci si capisce sempre anche con lingue mai sentite si fa fatica ma ci si puo capire((=

  5. Tratti nordici? Dovresti fare il test del DNA ma forse è meglio di no 🙂
    Come trovata per ingannare il tempo mi sembra ottima, anche perché capite cosa succede quando si finisce in un paese straniero e si tenta di parlare la loro lingua.
    E’ non è esattamente la stessa cosa ma qualcosa di simile.
    Il nostro livello di lingue straniere? Direi è basso. Sono il primo a riconoscerlo, anche se leggere testi inglesi e tedeschi riesco a farlo abbastanza agevolmente. Però parlarlo direi molto meno.

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