A minha Lisboa.

Lisbon

Un uragano è passato nel bel mezzo della mia quotidianità e ora mi trovo da circa tre settimane a Lisbona ad imparare questo nuovo lavoro, ad imparare a vivere da sola, ad imparare il portoghese, ad imparare come si cucina e come si fa il bucato. Proprio così, un curriculum inviato quasi così, per gioco. Certo, con tutta la speranza del mondo, ma senza troppe aspettative che si sa, quelle in un modo o nell’altro vengono deluse.
E invece sono arrivate due telefonate, diversi test, un colloquio, e poi la chiamata: sei dei nostri, il primo dicembre inizi. E senza il tempo di pensare, senza il tempo di formulare gli arrivederci, mi sono trovata su un aereo con un biglietto di sola andata.
Sto imparando a gestire i miei spazi, le cose nuove, le persone sconosciute, un letto che non sento ancora mio, una lingua che ancora non mi appartiene. Sto imparando il sapore di questa nuova libertà presa di fretta e furia, per paura potesse scappare via.
E mi manca la cucina di mamma, forse la cosa più stupida da dire, o la più napoletana, non lo so. Ma la lontananza mette in prospettiva le cose, ti fa sentire grande e piccola allo stesso tempo.
Sto imparando a conoscere questa città piena di malinconia, mi ha conquistata con il sapore dei suoi dolci, mi ha rapita con le luci di Natale e mi ha dato il colpo di grazia con il colore dei suoi tramonti. E chissà cosa succederà nei prossimi giorni, chissà cosa mi regala Lisbona.
Ho un bel punto interrogativo tra le mani, e lo accarezzo aspettando mi dia delle risposte.

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3 commenti

Archiviato in A spasso nella mia vita, Riflessioni, Viaggi, Vita

3 risposte a “A minha Lisboa.

  1. Niente nostalgie, niente preoccupazioni. Sei all’estero è vero, ma sarà una bella esperienza e le esperienze formano carattere e personalità, se non indulgerai in troppe malinconie nostalgiche. La cucina? Si mangia quello che passa Lisbona. e vedrai che ti piacerà. Io ho sempre apprezzato la cucina locale, ovunque mi trovassi. E non ho mai rimpianto la cucina di origine.
    Ora sei portoghese, imparerai una nuova lingua e quando cercherai un nuovo lavoro potrai offrire un curriculum di valore.
    Si impara tutto a questo mondo, anche a cucinare e fare il bucato. Mi dico ogni giorno che ho imparato qualcosa di nuovo.
    Adesso aspettiamo le cronache portoghesi.

  2. “Non sono niente. / Non sarò mai niente. / Non posso voler essere niente. / A parte ciò, ho in me tutti i sogni del mondo”.

    E’ una citazione che avevo scoperto qualche giorno fa… e curiosamente è di Pessoa, nato e vissuto nella terra che adesso ti ospita. Ho pensato che ti rispecchiasse, e poi è perfetta per l’occasione ^^

    Che altro dirti… buona avventura. Ed ogni tanto, se vuoi, mandaci qualche cartolina e permettici di godere della bellezza che sicuramente ti circonda.

    Alla prossima!

  3. “Cheira bem cheira a Lisboa!” Cantava Àmalia Rodrigues! Eu queria ir a Lisboa ou a Madeira, tu poderia acomodar-me?:) Boa sorte para tua nova vida!

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