Dissonanze sotto la pioggia.

rain

Ho sempre pensato che la nostalgia, l’assenza, la mancanza fossero sensazioni che esplodessero dentro. Incendi che squarciano il cielo sereno della routine, piogge che ti lasciano inzuppato come una foglia scossa dal vento d’autunno. E invece, nel mio caso, non è successo assolutamente niente di tutto ciò. Ero lì, a pranzo con una decina di persone, captavo i suoni di una nuova lingua che sta già diventando un po’ più mia, ascoltavo le risate di chi si sente in famiglia e, lì, dal nulla, senza nessuna ragione apparente, è arrivata la mia pioggia silenziosa. L’ho sentita cominciare dentro, e ho finalmente elaborato la mancanza di mia mamma, di casa, delle domeniche tutti insieme, della cucina impregnata di frittura, dei dolci nel frigorifero.
Ho sentito le loro voci mentre la pioggia mi ricordava che sono solo umana, che non ho il controllo di tutto.
Diverse ore dopo ero ad una festa di quartiere, il tastierista era già senza maglia, l’odore di sardine mi entrava nelle narici, il sole mi impediva di guardare l’orizzonte, la gente ipercolorata stonava con la mia pioggia. Quei colori stonavano. Era una melodia fatta di dissonanze.
E intanto la pioggia e il vento del mio autunno continuavano a ricordarmi i profumi di casa. Anche il parato a fiori di camera mia. Anche la luce arancione del tramonto dalla mia finestra.
E mia mamma che prepara i dolci alle ore più improponibili.
E lei sul divano che mi chiede di stare lì.
E le battute di mio padre che non fanno ridere.
E mio fratello che urla solo per farmi irritare.
Le cose che sembravano dissonanti prima sono una bellissima melodia adesso. E mi aspettavo di avere dei ricordi elaborati e toccanti, e invece mi sono rimasti questi qua: piccoli, piccoli, così normali da passare inosservati, posati in un angolino. Ed eccoli lì, inizia a piovere e loro si lasciano bagnare, si lasciano ricordare, si fanno vivi.
Intorno c’è il sole, la musica, le urla dei bambini che si rincorrono, i sorrisi delle ragazzine che guardano di sottecchi quello carino.
Dissonanze, e solo dissonanze.

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9 commenti

Archiviato in A spasso nella mia vita, Vita

9 risposte a “Dissonanze sotto la pioggia.

  1. Dissonanze, pioggia, ricordi un bel mix che ti tiene compagnia.
    Però se adesso tu fossi a casa non potresti sentire l’odore delle sardine, quella lingua che diventa giorno dopo giorno più tua, la gente ipercolorata.
    E allora ci sarebbero dissonanze, piogge e ricordi all’incontrario.
    Ciao

  2. Queste dissonanze sono quelle che ci fanno apprezzare anche le nuove esperienze di vita. Un giorno quell’odore penetrante di sardine, la gente colorata per le strade, i pranzi in una lingua straniera…ti scoppieranno dentro come nuove dissonanze. 🙂

  3. Riesco benissimo ad immaginarti, camminare assorta con l’autunno e la pioggia incessante e ritmica in testa.

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