Lo scarabocchio e il Monet.

mistake

Se ci facessimo definire, impaurire, racchiudere da un errore allora non avremmo un motivo per alzarci il giorno dopo. Un errore è un errore, non importa quanto grande sia, rientra sempre nella stessa categoria degli errori. Come le bugie, piccole o grandi che siano rientrano sempre nella stessa, nefasta categoria. Le conseguenze cambiano, ma un misfatto è un misfatto.
E se lasciassimo che un errore ci ricordi costantemente chi siamo inizieremmo ad avere seriamente una percezione distorta di noi stessi.
Ci pensavo stamattina, mentre riportavo alla mente i miei errori, li osservavo da tutte le prospettive e strizzavo entrambi gli occhi come a dire “ma come ho fatto a fare questo?”
E mentre ero giudice e imputata allo stesso tempo qualcun’altro ha finemente completato il resoconto, impresso bianco su nero. E così ho pensato al mio post sullo strappo e sulla spada.
Che razza di persona sono ora se sono così brava a dispensare consigli e poi quando mi trovo faccia a faccia con le mie brutture, con le scelte sbagliate, con i miei secondi di imbarazzo totale non faccio altro che strizzare gli occhi?
C’è solo una ragione che ci permette di guardare in faccia i nostri demoni senza trattenere il fiato: guardarli, osservarli e cercare di capire perché abbiamo permesso che esistessero. Ricordarci la nostra sofferenza e quella che abbiamo provocato agli altri. Il resto, coloro che pensano di essere dei post-it personali il cui obiettivo è ricordarci i nostri fallimenti, coloro che pensano che un giudizio ad effetto valga molto di più di un’occhiata comprensiva, questo resto è soltanto il resto. E i resti sono destinati ad andare via quando si scuote la tovaglia, o a dissolversi nell’aria con un rapido gesto della mano.
Tutte queste parole, tutto questo fiato mozzato, tutte le lacrime annegate in questi giorni, tutto questo per dire che dobbiamo imparare a perdonarci, dobbiamo (devo) imparare a prendere coscienza, dolorosa coscienza delle nostre azioni e ripartire da quelle. Solo perché c’è uno scarabocchio su una delle pagine, non vuol dire non ci possa essere un Monet nell’altra.

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2 commenti

Archiviato in A spasso nella mia vita, Riflessioni

2 risposte a “Lo scarabocchio e il Monet.

  1. Nessuno è perfetto. Questo è un assioma indiscutibile. Quindi gli errori si fanno. Punto e a capo.
    L’importante è esaminarli con occhio critico e senza farsi condizionare da essi. Pensare di non rifare lo stesso errore o un altro è pià illusione.

  2. Gli errori ci fanno crescere e, poi, dopo averli capiti, corretti o assorbiti, possiamo anche dare consigli altri altri… non la soluzione ma una possibile via per non commettere un errore che qualcuno ha già commesso.

    Un sorriso,
    Marinz

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